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Pietre

La ditta Stivanello Gabriele – Pavimenti in Pietra Naturale di Sant'Angelo Di Piove Di Sacco, vi offre una vasta scelta di pietre, fra le quali:

Il Granito

Il granito è una delle rocce più abbondanti sulla superficie terrestre; si tratta di una roccia ignea intrusiva felsica, con grana che va da media a grossolana e occasionalmente può presentare megacristalli. Il suo nome deriva dal latino granum (a grani), con chiaro riferimento alla sua struttura olocristallina.
In Italia sono assai diffuse rocce granitiche, localizzate nelle Alpi, in Calabria e in Sardegna. Esse appartengono a due cicli intrusivi distinti, connessi con l’orogenesi ercinica (fine dell’era paleozoica) e con l’orogenesi alpina (nell’era terziario) e sono spesso associate, nella medesima massa intrusiva, con rocce ignee appartenenti ad altre famiglie (sieniti, dioriti, ecc.)
Le rocce granitiche intruse durante il ciclo dell'orogenesi ercinica sono quelle affioranti su vaste aree in Sardegna e in Corsica, per lo più graniti normali, ma talvolta anfibolici o alcalini, con anfiboli sodici, e inoltre i graniti della Sila, delle Serre Calabresi e dell’Aspromonte, e quelli situati prevalentemente nella parte esterna dell’arco alpino (Monte Bianco, Massiccio del San Gottardo, ecc.); spesso questi graniti ercinici mostrano tessiture gneissiche, formate per fenomeni di metamorfismo regionale avvenuti, forse a più riprese, dopo la solidificazione delle rocce.
Un’altra serie di rocce ignee acide, di tipo granitico, si è intrusa durante il ciclo dell’orogenesi alpina (Val Masino, Adamello, Vedrete di Ries, Isola d'Elba). Il granito rosa di Baveno è largamente usato come pietra da costruzione e ornamentale, analogamente al ‘‘ghiandone’’ della Val Masino, a struttura porfirica, di età terziaria. I graniti della bassa Valsesia sono invece di età ercinica. I plutoni dell’Adamello, delle Vedrette di Ries, della Cima d'Asta, di Bressanone nel Trentino Alto-Adige, tutti di età terziaria, sono costituiti in gran parte da adamelliti, granodioriti e tonaliti. Il granito viene spaccato solo in piccole dimensioni perché è una roccia dura, senza stratificazioni, perciò normalmente viene tagliato. Viene usato sovente come pietre per bordure, pietre per selciati, piccole lastre per pavimentazioni e pietre per murature.

 

La Pietra di Luserna

La Pietra di Luserna è una pietra metamorfica scistosa appartenente al gruppo degli gneiss. Viene estratta da cave situate nelle Prealpi Cozie del Piemonte centro-occidentale, tra la Val Pellice e la Valle Po, nei territori dei Comuni di Luserna San Giovanni, Rorà, Bagnolo Piemonte e Barge, per i quali ha sempre rappresentato un'importante risorsa economica. Il suo impiego è molto antico e caratterizza tuttora la tipologia costruttiva degli edifici e l'arredo urbano delle aree di origine e dell'intero Piemonte, dal quale, a partire dagli anni 70 del ‘900, ha avuto una diffusione sia nazionale che internazionale.
La Pietra di Luserna, la cui estrazione è documentata dalla metà del XVII secolo, è stata usata come materiale da costruzione fin dai tempi più remoti, anche come elemento per muratura. La lavorazione tipica era, e parzialmente rimane ancora oggi, la spaccatura dei blocchi in lastre e la loro successiva riquadratura in prodotti da pavimentazione urbana (lastre, cordoli da marciapiede, trottatoi, cunettoni, ecc.), da costruzione vera e propria (lastre da balcone, modiglioni, gradini, alzate, soglie, stipiti ed architravi), da copertura (le famose lose da tetto) e da edilizia funeraria. Fin dal secolo XVII la Pietra di Luserna ha avuto impieghi nobili come le pavimentazioni esterne dei palazzi reali di Torino, Racconigi e Venaria Reale, per citare solo i più noti. A partire dalla fine degli anni 60 del ‘900 l'introduzione della segagione a telaio e disco diamantato ha innovato profondamente il processo produttivo. Attualmente i blocchi sani e compatti, e quindi inadatti alla spaccatura, vengono sottoposti a segagione, mentre le lastre ottenute vengono fiammate, anticate oppure levigate e lucidate. Anche la riquadratura delle lastre, così come le lavorazioni di costa, vengono oggi integralmente effettuate con l'ausilio di attrezzature meccaniche e/o a controllo numerico e l'impiego di utensili diamantati.

Il Porfido

Il porfido è una roccia vulcanicaeffusiva : le più diffuse sulla crosta terrestre sono ignimbriti, riolitiche e riodacitiche. Il porfido, petrograficamente , è formato da una pasta vetrosa o microcristallina di fondo, che ne costituisce più del 65% nella quale sono immersi piccoli cristalli (dimensioni 2/4 mm) in percentuale variabile tra il 30/35%. I cristalli più abbondanti sono quelli di quarzo, tanto che alla roccia viene attribuita anche la denominazione di "porfido quarzifero". Notevolmente inferiore è la presenza dei feldspati, esigua è quella delle miche. Il suo colore comunque varia dal grigio chiaro ad un marrone medio.
Questo tipo di pietra viene spesso utilizzata per applicazioni all'esterno poiché è molto resistente sia al forte freddo sia a temperature decisamente elevate.
Lo possiamo trovare perciò in particolare in vari tipi di pavimentazioni (dai bolognini o sanpietrini a lastre di modeste dimensioni) come anche utilizzato per rivestimenti, pareti ventilate e targhe nella versione porfido viola della Val Camonica. Questa roccia viene utilizzata per pavimentazioni esterne o stradali perché è dotata di una scabrosità naturale, in quanto ha una superficie polimineralogica ed è composta da minerali aventi parametri di usura differenti.
Per le loro proprietà tecniche e cromatiche, alcuni porfidi sono largamente impiegati nella realizzazione di elementi architettonici (e.g. piani da cucina, davanzali, scale, pilastri) e nell'arredo giardino.
Il porfido viene inoltre frantumato e vagliato per produrre granulati, ghiaietti, stabilizzati o ciottoli di porfido. Storicamente questo processo ha permesso di utilizzare tutti gli scarti provenienti dalle altre lavorazioni e quindi ridurre l'impatto sull'ambiente.

La Quarzite

La quarzite è un tipo di roccia metamorfica composta in netta prevalenza da quarzo.Derivano dallo smantellamento e successivo passaggio metamorfico diquarzoarenite.
Le varietà più incolori, trasparenti e dall'aspetto vitreo sono composte quasi esclusivamente di quarzo. Al quarzo possono essere associati altri minerali quali miche, feldspato potassico, plagioclasi, carbonati, ecc.. Data la grande stabilità del quarzo (minerale non alterabile facilmente), le informazioni sul grado metamorfico sono date proprio dai minerali accessori eventualmente contenuti nella quarzite. La tessitura è prevalentemente massiva, ma la presenza di michepuò trasformarla in scistosa.
Derivano da rocce sedimentarie come arenarie, selci ma anche da apliti e pegmatiti.
La selce, roccia sedimentaria composta quasi esclusivamente di silice, non va confusa con la quarzite.
Per le loro ottime capacità meccaniche e resistenza agli agenti atmosferici hanno impiego in edilizia; sono utilizzate per il loro elevato contenuto in silice come materia prima nell'industria dei refrattari e della ceramica, nonché in quella della produzione del vetro.

La Trachite


La trachite è una roccia magmatica effusiva con medio tenore di silice e di alcali. Ha struttura porfirica, vitrofirica o olocristallina, spesso vacuolare o finemente porosa e perciò ruvida. È di colore chiaro nelle varietà cristalline, scuro nelle vetrose. È composta principalmente da sanidino, plagioclasio (di tipo andesina-labradorite) e biotite, ai quali si associano subordinatamente pirosseni, anfiboli, magnetite e apatite.
È associata ad ambiente non orogenico come isole vulcaniche medio-oceaniche e deriva da basalti alcalini per cristallizzazione frazionata.
Questa pietra è commercializzata come roccia lavorabile per prodotti dell'edilizia e dell'arredo urbano. Essa è presente in molti luoghi in Italia: da citare la Sardegna e, soprattutto, la zona dei Colli Euganei in provincia di Padova. Il termine trachite, nel settore della lavorazione, è tuttavia usato impropriamente per indicare genericamente pietre estratte da rocce effusive con struttura porfirica o microcristallina, come le ignimbriti e le andesiti.
La trachite fu usata in passato, e lo è tutt'oggi, prevalentemente per lastricati stradali, marciapiedi e bordature degli stessi. In tempi più recenti, grazie alle sue caratteristiche cromatiche ed alla possibilità di essere tagliata in lastre sottili e lucidata, si è resa adatta anche a scopi di rivestimento e di abbellimento di edifici, sia per esterni che per interni (scale e pavimenti).

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